(A puntate dall mese di maggio 2021 su Ameglia Informa)

“Erbacce” commestibili di maggio del territorio

Maggio è il mese in cui riusciamo a trovare erbe spontanee ricche di aromi. Hanno un’alta concentrazione di principi attivi e di oli essenziali perché, crescendo spon-taneamente senza innaffiature regolari, devono concentrare le proprie essenze. In queste piante tipiche del clima mediterraneo, proprio perché devono resistere al caldo estivo e al vento di mare, ogni foglia si ricopre di goccioline oleose che vanno a preservare l’i-dratazione interna evitando un’ec-cessiva evaporazione.

Gli oli essenziali sono come il nostro sistema immunitario per la pianta e l’uso in cucina di queste erbe aromatiche aiuta l’uomo a  fortificare il proprio sistema immunitario arricchendosi di molti nutrienti che aiutano anche il benessere psicofisico.

Vediamo cosa troviamo a maggio nel nostro territorio

ERBA ALLIARIA (Alliaria petiolata)

Ama i terreni boschivi e, come si capisce dal nome, il suo aroma e sapore ricorda quello dell’aglio. L’erba alliaria è una pianta spontanea perenne che si raccoglie di solito da maggio in avanti, molto digeribile, delicata e utilizzabile in tanti modi diversi. In cucina, l’alliaria si usa  in tutte le sue parti: i fiori si possono gustare a crudo nelle insalate; i semi per aromatizzare zuppe visto che il loro profumo ricordano quello della senape; le foglie nei panini o per insaporire torte salate .

FINOCCHIETTO SELVATICO (Foeniculum vulgare)

Il finocchietto è usato in cucina come spezia per il suo forte aroma. Si usano soprattutto le foglie, dette volgarmente barbe, e le altri parti morbide.

Altre parti utilizzabili sono i fiori e i semi, infatti queste sono le parti con più alto contenuto di oli essenziali e di anetolo, il composto responsabile del profumo e del gusto tipico del finocchietto, assai dolce e dolcificante, fresco, che ci ricorda l’anice.

Il finocchietto ha molte virtù salutari: è particolarmente indicato nel combattere l’areofagia e i problemi di digestione, in particolare gli spasmi addominali e le coliche d’aria; è inoltre un ottimo antiemetico e antinfiammatorio.

GERMOGLI DI ROVO (Rubus Ulmifolius)

Da non dimenticare trascurare i frutti del rovo, pianta spontanea e perenne che cresce nei terreni incolti e boschi: il rovo ci fornisce le buonissime more, frutto che poi si raccoglie tra agosto e settembre.

I giovani germogli si raccolgono a maggio e sono ottimi anche crudi in insalata.

MELISSA (Melissa officinalis)

Pianta spon-tanea perenne, vive in simbiosi con le api (che ne sono particolarmente ghiotte) e con il sole (l’ape è un animale di sole), la melissa risolleva lo spirito, calma il nervosismo e la depressione. In antichità scrissero che “La melissa dispone la mente e il cuore all’allegria”.

Con l’appellativo di “Melis-se” erano chiamate Sacerdotesse dei misteri di Eleusi e di Efeso, nei cui segretissimi riti si utilizzava il miele per pulire la lingua e le mani degli iniziati, per purificare le loro parole e le loro azioni. La melissa cresce nei pascoli e nei prati umidi e lungo le siepi oggi la melissa viene anche coltivata con ottimi risultati. Le foglie secche di melissa regalano un ottimo aroma ai formaggi, ai funghi, alle insalate, La melissa viene anche utilizzata per preparare tè e birre.

ORIGANO SPONTANEO (Origanum vulgare)

L’origano è una pianta mediterranea; queste piante amano i terreni asciutti  esposti al pieno sole dal Greco (orosganaos: che ama i monti).

Amato per il suo forte aroma, la specie origano contiene oltre cinquanta specie (non tutte utilizzabili in cucina), tra le quali spiccano soprattutto l’origanum volgare e l’origa-num majorana. Ricco di utilissimi fenoli e terpeni, quali il caratteristico carvacrolo, timolo, fellandrene, p-cimene, limonene, cimene e cedrolo, in quantità variabili a seconda del terreno e della coltivazione

Oltre che in cucina, viene usato da sempre in medicina, a cominciare dai trattati di Ippocrate che lo cita come indispensabile per curare problemi alla gola, allo stomaco e alle vie respiratorie.

Ha potenti qualità antiossidanti viene usato anche per conservare gli alimenti,  è prezioso per chi coltiva un orto sinergico: è noto che l’origano ha un’azione repellente verso molti animaletti potenzialmente dannosi per le piante.

ORTICA (Urtica dioica)

Regina della cucina naturale basata sull’uso delle erbe spontanee commestibili, l’ortica si offre alla preparazione di mille piatti e ricette e il periodo migliore per raccoglierla è proprio quello primaverile. Se ne può utilizzare praticamente ogni parte ma in cucina è preferibile servirsi delle cime più fresche e tenere. Essendo un’infestante, la si trova praticamente ovunque, specie nei terreni incolti e umidi e lungo i sentieri. Dai risotti, alle zuppe, fino ad arrivare agli sformati, l’ortica ci stupirà per il suo sapore ricco e aromatico. Unica raccomandazione per la raccolta: munirsi di guanti per evitare spiacevoli incidenti.

(da Ameglia Informa di giugno 2021)

“Erbacce” commestibili di giugno del territorio

Dragoncello (Artemisia dracunculus)

    Il dragoncello è un’erba dalle proprietà digestive, mol-to nutriente. Le sue foglie sono ricche di antiossidanti tra cui sali minerali e vitamine A e C. Le foglie vengono utilizzate per preparare infusi per stimolare l’appetito, mentre con le radici si possono fare tisane per calmare il mal di gola. È  una pianta perenne, può raggiungere anche l’al-tezza di un metro. Ha fusto eretto e foglie molto lunghe e lanceolate. Ci sono vari tipi di dragoncello, quello volgare dal fusto eretto, mal visto per la caratteristica di invadere l’orto e dal gusto non proprio piacevole; e quello francese dal raffinato aroma, che è quello che si utilizza in cucina, ha un fusto strisciante e quell’inconfondibi-le aroma agrodolce tendente all’anice.

Il dragoncello si riproduce per talea in agosto, tagliando un rametto dalla pianta madre, lo si mette a radicare in un misto di sabbia e torba.

In cucina, il periodo ideale per raccogliere le foglie e i fiori di dragoncello è proprio in estate, a partire da giugno. Il suo odore è molto aromatico e per questo viene utilizzato in cucina come spezia.

Ottimo per aromatizzare verdure crude in insalata, uova e frittate, perfetto per aceti aromatizzati. Si può essiccare, ridurlo in polvere e conservarlo in vasetti.

Quest’erba si può anche utilizzare per insaporire pesce, uova e altri piatti.

Borragine (Borago officinalis)

La borragine è un’erba spontanea, cresce dalla primavera inoltrata e la si può raccogliere fino all’estate (da maggio a settembre).

Il suo habitat è il terreno ricco d’acqua e sostanze nutrienti e per crescere bella e rigogliosa ha bisogno di sole. I suoi bellissimi fiori lilla, le sue foglie di un verde molto intenso, non passano inosservati. Pianta sacra a Giove, è anche una pianta dalle particolarissime virtù, la principale è quella depurativa del sangue e del fegato.

Ha proprietà diuretiche, sudorifere, antinfiammatorie, allevia la tosse.

Sulla pelle arrossata possiamo fare un infuso di borragine e frizionarlo sulla cute come impacco.

In cucina si utilizzano i suoi fiori e le sommità fiorite come ingrediente di risotti, sughi, ripieni e pesti; l’uso tradizionale prevede la cottura delle foglie per fare ripieni, minestroni, frittate, torte e i famosi pansotti liguri. Un altro impiego tipico della borragine consiste nel preparare i fiori oppure le foglie come delle frittelle, passate prima in pastella e poi fritte.

Della borragine si utilizzano i fiori e le sommità: sulle foglie ci sono pareri contrastanti in quanto posseggono alcaloidi pirrolizidinici tossici per il fegato soprattutto se crudo e in quantità notevoli.

Malva selvatica (Malva sylvestris)

   Questa pianta possiede proprietà antinfiammatorie ed emollienti, utili per proteggere le mucose dagli agenti irritanti, grazie alle mucillagini contenute nei fiori e nelle foglie. Per questa ragione, l’impiego della malva è ideale per contrastare tosse, idratare e alleviare le infiammazioni nel- l’intestino e, sotto forma di infuso filtrato e freddo, per il cavo orale decongestiona le vie aeree e favorisce l’elimi-nazione delle feci: le mucillagini infatti svolgono anche una moderata azione lassativa.

La malva era l’erba ampiamente utilizzata nelle case dei contadini, sia come rimedio naturale per trattare diversi disturbi sia come vegetale da usare in cucina. È possibile impiegare tutte le parti della pianta: foglie, fiori, e radici ma solitamente si preferiscono le foglie e i fiori per preparare decotti, insalate, minestre, zuppe e frittate.

Menta Piperita (Mentha piperita)

Pianta erbacea perenne e infestante che cresce un po’ ovunque prediligendo terreni umidi e paludosi, la menta, non quella piperita ma sempre di menta stiamo parlando, era ben conosciuta anche alla medicina cinese che la impiegava per le sue proprietà diuretiche, digestive, e anche come afrodisiaco naturale. Della menta si utilizzano le foglie e le estremità fiorite da raccogliere d’estate.

In cucina la menta è ottima per integrare insalate di cetrioli e pomodori, per aromatizzare formaggi freschi, salse crude, pesti e frittate, in particolare è ottima la frittata di zucchine e menta.

Il suo aroma fresco è adatto anche nella preparazione di acque rinfrescanti, bibite, sciroppi e gelati fatti in casa, non ultimo il suo uso massiccio nei cocktail Moijto J.

NOTA: Si ricorda che prima di mangiare le erbe selvatiche commestibili bisogna sempre essere sicuri che la pianta raccolta sia quella giusta. Inoltre si raccomanda di raccogliere le erbe commestibili lontano da strade trafficate, da aree industriali o zone coltivate che potrebbero essere contaminate da pesticidi o erbicidi.

Fabrizio Oliviano Barenco Operatore Olistico e Floriterapeuta ad Ameglia

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