Adele Ricci Alfiere della Repubblica

(da Ameglia Informa di giugno 2024)

La notizia su TGR3 Liguria (cliccare sull’immagine)

     Un’inaspettata sorpresa per la nostra Ameglia e per i 50 anni dell’AGESCI (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) la nomina ad Alfiere della Repubblica di Adele Ricci, dodici anni di età e guida scout dell’AGESCI del Gruppo scout Lunae 1, nata alla Spezia e residente ad Ameglia, che ha fatto suoi i valori della legge e della promessa scout, concretizzandoli in gesti d’amore e di cura verso il prossimo. Adele, durante il suo percorso da lupetta ha mostrato con grande spontaneità e impegno, attenzione e amore nel suo gruppo scout verso un bambino con delle difficoltà, senza farlo mai sentire solo, affermando che non avrebbe cambiato di Gruppo perché le piace prendersi cura degli altri, soprattutto dei bambini e delle bambine che camminano con un passo più lento, ed è questa la sua forza.

Si riporta di seguito la motivazione della Presidenza della Repubblica:

«Adele RICCI, nata il 27-7-2011, residente ad Ameglia (SP). Per la gentilezza e la spontaneità con cui si dedica a un compagno in difficoltà. Il suo impegno costituisce un esempio: il traguardo di una società più inclusiva può essere raggiunto anche attraverso la semplicità di piccoli gesti silenziosi.

Adele è una giovane scout che, con grande spontaneità, ha fatto propri i valori alla base della sua associazione e con generoso impegno e amicizia incondizionata ha affiancato un suo compagno con disabilità aiutandolo nella quotidianità. I gesti di Adele sono semplici ma rassicuranti. L’amicizia vera non ti fa sentire solo o diverso».

Chi è veramente Adele Ricci lo abbiamo appreso da una breve intervista alla sua mamma, Valeria Rossi, che ci ha raccontato qualche particolare della sua esperienza di “lupetta” AGESCI.

D.: Come Adele ha iniziato ad interessarsi degli Scout?

R.: La voglia di iscriversi agli scout le è venuta circa quattro anni fa per caso vedendo dei gruppi di scout in giro. Così io e suo papà Alessandro iscrivemmo non solo lei ma anche la sorellina più grande, che però rinunciò poco dopo perché aveva interessi diversi. Ad Adele invece piaceva la vita all’aria aperta, dormire fuori casa, andare in giro la domenica con gli scout, fare passeggiate per i boschi e i giochi di gruppo. Lei è iscritta all’AGESCI Lunae 1 e lì ha iniziato anche ad andare in chiesa e ora a prepararsi per la prima comunione, non prima, perché il papà è cattolico non praticante e io atea, ma a me va bene così.

D.: Cosa ha fatto Adele per essere insignita dell’onorificenza di Alfiere della Repubblica?

R.: Nella motivazione non è spiegato bene cosa ha fatto perché i genitori del bambino non avevano piacere che fossero spiegati i dettagli e neanche fatto il suo nome, ma di dire solo che Adele lo aveva aiutato. Adele era il capo di questo branco composto di sei lupetti e nei giochi e, nelle gare che portavano punteggio, la sua preoccupazione era non tanto di vincere quanto quella di far arrivare tutti in fondo, senza far sentire nessuno escluso o magari di dover dire da parte del gruppo “Non ci riesco”, anche se c’era qualcuno che aveva difficoltà o il passo troppo lento.

D.: Adele cosa altro fa?

R.: Adele è una ragazza educata, determinata e sensibile. Già dall’età di sei anni segue un corso di ginnastica artistica. Lo scorso anno è risultata prima alle parallele nazionali e quest’anno a giugno parteciperà nuovamente alle gare nazionali di Cesenatico.

Da grande vorrebbe entrare in Accademia Militare, forse nella Marina. A lei piace avere le giornate programmate e viaggiare ma senza dimenticare la ginnastica artistica.

D.: Come ha appreso la notizia dell’onorificenza?

R.: Ho ricevuto una telefonata da una signora che si qualificava come dell’Ufficio Stampa del Quirinale che mi ha annunciato il conferimento dell’onorificenza e che ci sarebbe stata consegnata in una cerimonia dal Presidente della Repubblica lunedì 13 maggio. Io prima ho pensato ad uno scherzo, ma l’addetta stampa insisteva: “Signora è una cosa bella e vera, mi deve credere”.

L’aspettiamo a Roma con la figliola per la consegna dell’attestato e della medaglia da parte del Presidente della Repubblica”.

Non appena ho capito che non era uno scherzo, sono rimasta veramente basita e ho pensato a quello che avrei dovuto fare per il 13 maggio: mi sarei dovuta assentare dal lavoro e organizzare il viaggio. “Ma, signora non è contenta?” continuava la voce da Roma. “Ma sì!” Intanto io pensavo anche a tutto il contorno della situazione, a quello che avrebbe comportato il viaggio a Roma.

Adele non si è emozionata molto, come me, al contrario della sua capobranco Shaula (foto sopra) che si è messa a piangere per la gioia. È stata lei a segnalare Adele ed è venuta  anche lei a Roma con noi.

Sandro Fascinelli