(da Ameglia Informa di gennaio 2026)
Del periodo medioevale questa ricerca di Ameglia Informa di marzo 2006 che però non è stata completata. La riproponiamo ora con il proposito di completarla, ora per allora, nei prossimi numeri. SF

Dopo i Templari, cercherò di far luce su questo altro aspetto del revival medievale molto in voga. Non prenderò posizione a favore o contro alcuna delle tesi che sono state esposte prima e, soprattutto, dopo la pubblicazione del “Codice Da Vinci” di Dan Brown.
Voglio solo fare un esame delle manifestazioni di questo oggetto, nella realtà come nella fantasia, dai tempi di Cristo ad oggi. La prima menzione del Sacro Calice è, ovviamente, contenuta nei Vangeli, dove esso viene identificato con la coppa che Gesù utilizzò per l’Ultima Cena.
Storicamente parlando, se mai vi è stato un Re Artù, questi è vissuto, o nella Bretagna francese o nella Cornovaglia inglese, attorno alla prima metà del quinto secolo, quando l’Impero Romano d’Occidente esisteva ancora, ma era ormai agonizzante, smembrato delle sue Province dalla marea delle invasioni barbariche.
Ma anche il nome di Artù, che peraltro appare nei racconti nel Basso Medioevo, probabilmente è un nome di fantasia. Infatti, per quelli che non lo sanno, è bene spiegare che i Britanni erano, a quei tempi, ancora intrisi di cultura classica, ovvero Greco-Latina e che arktos, in greco, significa orso, dunque un “Re Orso”.
Tanto più che arth, in gallico, vuol dire la stessa cosa e che l’orso è, per i Celti, un animale totem, ovvero uno spirito custode. D’altronde, basti riflettere sul fatto che la parte estrema dell’emisfe-ro settentrionale terrestre è detta anche Artico, cioè Terra degli orsi e anche nel cielo il Polo Nord è incluso nella costellazione dell’Orsa Minore (e quella Maggiore le è vicina!).
Tutti i nomi legati alla vicenda del Graal, appaiono per la prima volta all’epoca delle Crociate, dunque in un momento storico di particolare esaltazione guerresca.
Parsifal, Lancillotto del Lago, Galvano e altri cavalieri, da allora non hanno smesso di eccitare la fantasia degli scrittori e, ancor più, quella dei lettori, fino alla figura di Indiana Jones, studioso, moderno cercatore e, a suo modo, “cavaliere”.
Sono tutti alla ricerca del Santo Graal, ma questo è solo un oggetto dalle proprietà straordinarie oppure sotto quel nome si celano altri misteri?
Prima di varcare quella soglia, che ci porta dalle cose concrete al dominio delle supposizioni, vediamo, in breve, una piccola casistica di oggetti considerati come Graal.
Anzitutto il Calice, del quale innumerevoli chiese si contendono l’onore di possedere l’originale, nel quale, si dice, Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue di Cristo morente sulla Croce. Poi, la punta della lancia di Longino, il centurione che ferì il costato di Gesù crocefisso, custodita a Vienna, che sembra sia stato uno dei motivi che addirittura indussero Hitler ad invadere l’Austria.
Ancora, il Sacro Catino, conservato in San Lorenzo a Genova, nel quale la tradizione della “Legenda aurea” di Jacopo da Varagine vuole che Cristo abbia consumato l’Ultima Cena. E poi, qualunque oggetto contenga il Vero sangue di Gesù può candidarsi al nome di Graal, vedi l’ampolla del Preziosissimo Sangue a Sarzana.
(segue)
Sergio Marchi