(da Ameglia Informa di dicembre 2025)

Foto delle lavorazioni minerarie di Bocca di magra del 1941 (da Pelloux)
 

A partire dal 1985 molti studi geostrutturali hanno portato a nuove conoscenze sulla Punta Bianca, uno dei pochi esempi in Europa di apertura iniziale di crosta oceanica e rapida richiusura in un esempio definito da autori classici come “Rift Abortivo”. L’area del Caprione da Ameglia fino al Capo Corvo è oggi descritta dai geologi come “Unità di Punta Bianca”. Si riassumono i contenuti di questi studi presentati nel convegno dell’otto-bre scorso al Monastero di Santa Croce.Il congresso della società Geologica Italiana del 1985 a Lerici e La Spezia conteneva studi minerogenetici dell’U-nità di Massa e Punta Bianca, in un quadro allora alternativo alla geologia strutturale delle Apuane. In queste litologie si classificavano alcune miniere inattive di vari metalli come mercurio e rame nelle Alpi Apuane, mentre per depositi ferriferi venivano analizzate quelle di Santa Croce (Bocca di Magra) e di Strettoia (Pietrasanta).Alcune interpretazioni su questi giacimenti minerari furono effettuate per revisioni stratigrafiche delle Unità della Spezia da quelle della Serie Toscana in studi di Olivero et al. (1985). Una recente Tesi di laurea di mineralogia sui giacimenti di ferro delle Alpi Apuane  ha effettuato analisi di campioni dei minerali di Bocca di Magra forniti dai soci della APS Pro Monte Caprione, con interessanti anomalie in cobalto e rame.

Le conoscenze storiche sul giacimento ferrifero di Bocca di Magra

Le notizie sulle miniere di ferro di Bocca di Magra iniziano da Capellini (1862, 1881) nelle sue cartografie geologiche sul Golfo di La Spezia, riportando le risorse minerarie utili; notizie sull’ultimo periodo di attività si ritrovano su studi di Pelloux pubblicati sulla rivista dell’Accademia Lunigianese Capellini nel 1941.  In questa nota si descrivono le attività minerarie del periodo, note nel periodo di autarchia per il reperimento di risorse minerarie dal 1936-1938, per utilizzi che nell’area di La Spezia furono rivolti alle forniture di ferro e manganese per siderurgia militare.

Altre notizie sull’attività di queste miniere si ritrovano sui notiziari del Distretto Minerario di Carrara del periodo. Seguendo queste descrizioni, in corrispondenza di affioramenti di limonite nelle località di Santa Croce, Riccadonna, La Fancella, Marozza, Cima Vignale e Marana furono praticate ricerche e saggi a cielo aperto di cui il più importante fu quello situato nei pressi della salita del sentiero da Bocca di Magra al Castello Fabbricotti.

Le dimensioni degli scavi dal 1940 furono di altezze fino a 8 metri con trincee di m. 25 per 15 e pozzetti di profondità variabile tra 10 e 12 metri, con brevi gallerie praticate fino al 1943.

Il giacimento scavato dalle società dell’ing. Alessandro Levi, fu valutato in circa 3 metri di spessore con tenori del 38-53% in ferro di limonite ed ematite sfruttati negli stabilimenti Finsider.

La APS Pro Monte Caprione ha raccolto la testimonianza di ultimi minatori in vita di quel periodo tra i quali Pasquale Castagna di Fiumaretta con intervista in video.

Le attività minerarie a cielo aperto del tempo sarebbero studiabili, nel caso di opportuna ripulitura e messa in sicurezza idrogeologica, lungo la scalinata in cemento del sentiero che dalla località Cala Carciofaia porta alla località Santa Croce (segnavia per Montemarcello).

Studi inediti per la redazione del Piano del Parco di Montemarcello-Magra portarono a dati interessanti su notizie di archivi medievali sulle prime epoche di scavi nei pressi del Monastero di Santa Croce, ritrovando note del 1281-1287 di commerci verso Pisa. Di successive ricerche minerarie durante il periodo della Repubblica di Genova non si hanno ad oggi dati conosciuti.

Nessuno degli studi strutturali più recenti dal 2005 ha evidenziato il giacimento minerario a ossidi e idrossidi di Ferro di Punta Bianca.  Nelle cartografie del 1863 e 1885 di Giovanni Capellini si hanno le indicazioni sulle localita’ minerarie per “materiali utili” includendo con il simbolo del ferro (pianeta marte).

Correlazioni archeominerarie con siti liguri-etruschi

La collocazione geologica di giacimenti di Ferro nell’area tra Punta Bianca e Ameglia nel Promontorio del Caprione individua interessanti analogie e confronti storici e archeologici con siti archeominerari della Versilia, di cui è studiata presenza Etrusca e di Liguri Apuani in stretti rapporti sociali ed economici tra il IV e il III secolo avanti Cristo.

Il contesto degli insediamenti sia del territorio di Ameglia che dei ritrovamenti versiliesi seguono correlazioni con le produzioni ceramiche di età etrusco-ellenistica già note nella ben nota Necropoli di Ameglia del tipo “a vernice nera con bolli stampigliati.

Le correlazioni pongono spunto di ricerca e valorizzazione su rapporti storici, socio-economici e archeologici-geologici di emergenze archeominerarie finora poco studiate e incentivate nel territorio del Parco di Montemarcello.

Sergio Mancini

Fondazione ETS Pro Monte Caprione

Bibliografia

V.Barelli (1835) – Cenni di Statistica Mineraria degli Stati di S.M. il Re di Sardegna – Torino 1835.

G.Capellini (1864) – Descrizione Geologica dei dintorni di La Spezia e della Val di Magra Inferiore – Bologna, carte 1:25.000.

L.Monetti (1924) – Il giacimento ferrifero di Strettoia – Rassegna Mineraria e Metallurgica, La Miniera Italiana, vol. 40, pp. 53-56.

C-Caselli (1926) – La Lunigiana geologica e preistorica – La Spezia, rist. Arnaldo Forni Edit., p. 180.

R. Rossoni (1933) – Rocce prasinitiche di Capo Corvo e di Ameglia – Atti Soc. Tosc. Sc. Naturali, Proc. Verb XLII., vol. XI, Pisa.

D.Zaccagna (1935) – La Geologia del Golfo della Spezia – Atti Accademia Lunigianese Capellini, anno XVI, fasc. II, pagg. 61-90, 1 Carta geologica 1:25.000.

A.Pelloux (1941) – Il Giacimento di Minerali di Ferro presso Bocca di Magra – Atti Accademia Lunigianese Capellini, anno XXII, fasc. II, pp. 49-52, 1 fig.

G.Ciarapica, S.Olivero, L.Passeri (1985) – Inquadramento geologico delle principali mineralizzazioni apuane ed indizi in favore di una minerogenesi triassica – L’Industria Mineraria, 1, pp. 19-37, Roma.

AAVV (1990) – Etruscorum Antequam Ligurum. La Versilia tra VII e III secolo avanti Cristo – Sopraintendenza Archeologica della Toscana, Comune di Pietrasanta, pag. 308.