PAOLO BERTOLANI (foto da Wikypedia)

Come un terrazzo alto

sui paesi a ventaglio intorno

ma qui un micro-mondo

folto di muretti, di campi in disuso,

di case, e con il grande prato all’ingresso

del mistero dei vicoli, degli amori…

e poi – alla foce

di un viottolo – l’aperta vertigine

di Punta Corvo,

e laggiù, guarda,

il duplice fondale del fiume, del mare…

Paolo Bertolani

Questi versi di Paolo Bertolani ci invitano a un percorso breve ma di grande interesse: dal borgo di Montemarcello a Bocca di Magra.

Viene da chiedersi perché alcuni luoghi siano capaci di attrarre, magari a dispetto della loro semplicità e della loro esiguità, un numero straordinario di intelletti.    a 2)

Uno di questi luoghi è proprio Montemarcello, che da una parte guarda il Golfo dei Poeti e dall’altro le Apuane, e che ha il “suo” mare, il “suo fiume Magra” e con esso il suo “confine da un mondo molto diverso”, come spiega Eugenio Montale.

Il borgo, amato dal giornalista italiano Indro Montanelli, è stato infatti meta di grandi intellettuali tra la fine degli Anni Trenta e la fine degli Anni ‘60, e ancora oggi è frequentato da molti  artisti ed intellettuali.

Fu amato anche da Franco Fortini, una delle principali figure della letteratura italiana del secondo Novecento, l’uomo difficile e lo studioso polemico, che instaurò uno stretto rapporto con gli intellettuali spezzini. Qui aveva casa, sulla strada che da Ameglia sale a Montemarcello, e da lassù la vista spaziava tra le montagne e le acque che dolci e salse giù si confondevano alla foce, variando di colore e di riflesso. Era legatissimo a questo paesaggio; oggi le sue spoglie riposano proprio qui nell’incanto di Montemarcello.

Come è facile immaginare fra questi ospiti d’eccezione si creavano momenti d’incontro e a proposito ci piace ricordare l’appuntamento nel mese di giugno alla Marrana (foto sopra), nella tenuta di Grazia e Gianni Bolongaro, con l’arte contemporanea, che per anni ha visto la partecipazione di artisti celebri, da Kounellis a Kossuth.

Scendendo ora da uno dei luoghi più belli d’Italia, con uno sguardo panoramico da mozzafiato, arriviamo in pianura nel porticciolo turistico di Bocca di Magra.

Un giorno a più livelli, d’alta marea

– o nella sola sfera del celeste.

Un giorno concavo che è prima di esistere

sul rovescio dell’estate la chiave dell’estate.

Di sole spoglie estive ma trionfali.

Così scompaiono giorno e chiave

nel fiotto come di fosforo

della cosa che sprofonda in mare.

Mai la pagina bianca o meno per sé sola invoglia

tanto meno qui tra fiume e mare.

Nel punto, per l’esattezza, dove un fiume entra nel mare

Venivano spifferi in carta dall’altra riva…

Vittorio Sereni

da “Un Posto di Vacanza”

Bocca di Magra  un tempo villaggio di pescatori (foto sopra in un dipinto dell’epoca) , negli Anni ’60 ha vissuto un momento di grande vivacità culturale come luogo di ritrovo di letterati italiani e stranieri, che forse, da buoni osservatori, gradivano sempre una posizione ben più laterale, defilata, insomma un punto di osservazione tranquillo, buono per intrattenere rapporti, meditare, scrivere e magari sentire l’appartenenza ad una piccola comunità.

Una preziosa compagnia di intellettuali, molti dei quali sono stati fondatori o comunque soci della “Società degli Amici di Bocca di Magra” che  spesso si riunivano nella Villa degli Ulivi di proprietà del dott. Luigi Biso (nella foto sopra con la moglie Idina Fabbricotti Murray). L’associazione si proponeva di tutelare questi luoghi di fiume, di mare e di monte identificabili nel piccolo Comune di Ameglia, e di questo preservare la specificità che tanto avevano apprezzato.

Non era difficile vederli in gruppo a far salotto sotto un albero disquisendo di letteratura. Non pensiamo solo a intellettuali-letterati, ma ricordiamo gli editori Giulio Einaudi e Valentino Bompiani, ed un altro personaggio venuto dalla lontana Colonia, il giurista Hans Deichmann, prima oppositore del nazismo, poi partigiano nell’Italia occupata. Ma citarli tutti è addirittura impossibile: fra gli altri ci furono Nicola Chiaromonte e Mario Soldati regista, scrittore e giornalista; scrittrici come la statunitense Mary Mc Carthy e la francese Marguerite Duras; autori come Guido Piovene, Italo Calvino ed Elio Vittorini.

Il premio Nobel Eugenio Montale ha scritto due poesie per Bocca di Magra dove ha soggiornato per alcune estati. Un discorso a parte lo merita quella sorta di genius loci di nome Vittorio Sereni, intimo amico del grande Fortini, non solo per la sua grandezza di poeta, ma anche per aver qui accompagnato nell’arte poetica quel promettente giovane di Ameglia Roberto Pazzi (foto sopra da Wikipedia), poeta e scrittore le cui opere sono tradotte in ventisei lingue.

Il caso di Pazzi è la riprova dell’attrattività di questi luoghi sugli intellettuali: partito da Ameglia e fattosi ferrarese per esigenze accademiche, tuttora appena può torna alle sue radici, alle quali ha dedicato liriche cariche di pathos.

“Da un belvedere della Valle del Magra”:

‘’’

Una volta, io lo so

qui c’è stata la gioia.

L’aria ne trema ancora. 

Ancora non si è spento lo stupore

della valle

a vedersela un giorno andare via.

Pensiamo a quanti legami, incroci, momenti anche di disimpegno ha prodotto la compresenza di tanti intelletti in un luogo così piccolo: molti sono stati oggetto di pubblicazione, tanti altri vivono nel ricordo di chi nel tempo ha avuto la fortuna di esserne testimone.

Quando i volenterosi cittadini di questo promontorio avranno voglia di pescare nella memoria una storia, un aneddoto o un’immagine, allora questa scarna relazione potrebbe davvero arricchirsi, farsi grande e diventare patrimonio di tutti.

 

Barbara Sussi Rondano